In pensione 3 mesi dopo

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Hanno effetti negativi sui pensionamenti degli italiani le applicazioni dell’ultima Legge di Bilancio approvata dalla maggioranza parlamentare: i dati Istat e della Ragioneria dello Stato sull’innalzamento dell’aspettativa di vita, hanno infatti indotto il Governo Meloni ad innalzare dal 2027 di un mese l’uscita dal lavoro; poi, altri due mesi in più nel 2028. A ricordarlo, il 16 marzo, è stato l’Inps che con una Circolare ha colto l’occasione per ricordare i nuovi requisiti: per accedere alla pensione di vecchiaia, dal prossimo annosarà necessario avere raggiunto 67 anni e un mese di età, mentre per andare in pensione anticipata ci vorranno 42 anni e 11 mesi di contributi (13 mesi in meno per le donne).

Cosa dice l’Inps?

L’Istituto nazionale di previdenza ha anche ricordato che l’innalzamento non riguarderà coloro che negli ultimi sette anni hanno svolto sei anni di lavori usuranti o di attività faticose e pesanti, sempre a patto che abbiano accumulato almeno 30 anni di contributi complessivi: questi lavoratori potranno andare in pensione ancora con 66 anni e sette mesi di età.

Tra gli esclusi all’innalzamento, vi sono ancora, almeno per un anno, coloro che beneficiano dell’Ape sociale, che devono comunque avere almeno 36 anni di contributi riconoscibili.

Per gli operai dell’edilizia, i conduttori dei mezzi pesanti, gli operatori ecologici, insegnanti del nido, della scuola dell’infanzia e primaria, oltre che gli altri che operano lavori gravosi previsti dalla Legge 205 del 2017, sarà necessario avere almeno sei anni negli ultimi sette o sette negli ultimi 10 in queste attività: potranno andare in pensione nel 2027/28 ancora a 67 anni, beneficiando dell’anticipo di uscita attorno ai 63 anni con decurtazioni minime sull’assegno di quiescenza.

L’aumento dei requisiti per la pensione non si applicare neanche ai lavoratori precoci (chi ha almeno un anno di contributi versati prima dei 19 anni, se addetti a una mansione gravosa o particolarmente faticosa e pesante).

Coloro che vivono una situazione lavorativa difficile (care giver, disoccupati, ecc.) potranno invece uscire con 41 anni e un mese nel 2027 e con 41 anni e tre mesi nel 2028.

Sempre l’Inps ha fatto sapere che vi sono incrementi inferiori a quelli vigenti nell’Assicurazione generale obbligatoria. per il personale militare delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza, nonché per il personale delle Forze di polizia a ordinamento civile e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco con un mese per il 2028, un ulteriore mese per l’anno 2029 e un ulteriore mese a decorrere dal 2030.

Viceversa, potranno chiedere di rimanere in servizio – fino a 71 anni e un mese di età – coloro che sono collocati interamente nel sistema contributivo e non hanno raggiunto almeno 20 anni di contributi (ma ne ha almeno 5).

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